The Visual Factory
The Visual Factory vuole ricostruire uno spazio di responsabilità e riflessione nella fotografia e nel giornalismo, verso le persone di cui raccontiamo le storie e verso chi le leggerà.
Siamo molto felici di presentarvi un progetto a cui teniamo molto e su cui lavoriamo da tempo. Lo scorso ottobre, nella Factory a Torino, abbiamo tenuto la prima masterclass sul fotogiornalismo con Manu Brabo e Bülent Kılıç, come prova (e un po’ come speranza) che ciò che potevamo offrire ai giovani fotografi potesse avere ancora senso e valore reale. Dico “ancora” perché il giornalismo che conoscevamo è cambiato profondamente. È diventato qualcosa di distante dalla gente, spesso percepito come ostile, divisivo. Il giornalismo sul campo, quello fatto di presenza, di difficoltà, di continua ricerca, di stanchezza e di riflessione, sta scomparendo. Abbiamo parlato nelle altre newsletter delle molte ragioni per cui questo accade, delle ipocrisie e degli interessi economici e politici che spingono l’informazione mainstream. La verità, o almeno la sua ricerca, sembra non essere più il fine ultimo del giornalismo.

Ma non è così. La risposta a questa masterclass di ottobre è stata sorprendente, andando in sold out in poche settimane dal lancio e confermandoci che non siamo soli a credere in questi valori.
Così abbiamo deciso di fare un passo in avanti e fondare un’associazione culturale, diventando un circolo ARCI, una rete nazionale italiana di associazioni culturali che sostiene spazi indipendenti dedicati alla cultura, alla partecipazione e alla produzione di contenuti sociali e culturali.
A tutto questo abbiamo dato un nome, The Visual Factory, e una sede, la Factory appunto, lo studio dei Docks Dora a Torino, un ex complesso industriale trasformato in uno spazio di sperimentazione culturale, un luogo storico di resistenza, come è diventato il giornalismo d’altronde. The Visual Factory propone un programma di masterclass, corsi dal vivo e online, per chi è interessato ad affrontare la fotografia e il giornalismo (presto arriverà anche il video!) nella loro complessità e in tutte le loro fasi e conseguenze etiche e politiche. Lo scorso ottobre, con Damiano Rizzi di Soleterre e Emilia Astore di Emergency, abbiamo trattato temi come il trauma da conflitto e il rispetto dei diritti umani nel giornalismo.
Accanto a Manu e Bulent, si è aggiunto un amico di lunga data e fotografo che stimo molto, Diego Ibarra Sánchez. La sua presenza rafforza l’idea alla base della Factory nel voler costruire una famiglia e una comunità di pensiero, prima ancora che un progetto formativo. Ma questo è solo l’inizio.
The Visual Factory vuole ricostruire uno spazio di responsabilità e riflessione verso il giornalismo, verso le persone di cui raccontiamo le storie e verso coloro che le leggeranno. Prendo da Tiziano Terzani le parole e lo spirito che vuole accompagnare questa esperienza: “Il fatto di oggi lo devi mettere in un contesto o non capisci niente. Per questo prepararsi è importantissimo. Se non capisci la storia non capisci l’oggi. Se fai la cronaca racconti delle balle, racconti quello che vedi al microscopio quando invece ci vuole il cannocchiale”.

Talking with images: A Photojournalist’s Life
Masterclass a Sarajevo dal 1 al 5 luglio, in collaborazione con WARM
🗓️ Date della Masterclass: 5 giorni, dal 1 al 5 luglio 2026
📸 Docenti: Fabio Bucciarelli, Manu Brabo, Diego Ibarra Sánchez, Bulent Kilic
📍 Dove si svolge: Sarajevo
📤 Come iscriversi | Consulta la pagina dedicata
👥 Posti disponibili: 35
Con la nascita di The Visual Factory, lanciamo anche una masterclass dal 1 al 5 luglio a Sarajevo, in collaborazione con la WARM Foundation, realtà con cui ho un legame profondo oramai da diversi anni. WARM riunisce autori e professionisti che lavorano sui diversi aspetti dei conflitti, attraverso il festival e i progetti che si muovono tra la ricerca, produzione e presentazione.
Lo scorso anno, insieme a Damir Sargoji e al team di WARM, abbiamo realizzato la mostra Occupied Territories, come trasposizione dello spazio dell’omonimo libro. Quest’anno abbiamo deciso di costruire insieme un nuovo percorso, una masterclass intensiva di cinque giorni, dedicata a un confronto diretto e approfondito sul fotogiornalismo, con un focus sui conflitti contemporanei. Una masterclass che unisce lavoro sul campo e riflessione critica, con l’obiettivo di aiutare i partecipanti a rafforzare il proprio linguaggio visivo e approccio fotogiornalistico. Le iscrizioni sono aperte e i posti sono limitati a 35 partecipanti.
Finita la masterclass, dal 6 al 12 luglio, gli studenti avranno la possibilità di restare al WARM Festival, visitare le esposizioni e partecipare alle conferenze che lo hanno consacrato come una delle piattaforme più autorevoli del giornalismo di guerra contemporaneo.
Sarajevo non è una scelta casuale. È una città che ha un significato profondo, un luogo che continua a portare i segni della sua storia e che resta uno dei contesti più potenti per riflettere sul senso del fotogiornalismo oggi.
I partecipanti verranno accompagnati lungo tutto il processo creativo, dall’idea iniziale di una storia fino al suo sviluppo, passando per l’editing e la definizione di un linguaggio visivo personale. Si tratta di entrare nel racconto, di capire come si costruisce una storia e quali responsabilità comporta.
Ogni giornata sarà fatta di diversi momenti, lezioni, confronto di gruppo, lavoro individuale, mentorship e sessioni sul campo. Ma anche di incontri più intimi, talk e riflessioni con i docenti, per condividere le esperienze, i dubbi e le domande che questo mestiere porta con sé.
Questo workshop è aperto a fotografi di ogni livello, da chi sta iniziando a chi lavora già da anni nel settore. L’unica cosa che chiediamo è la volontà di mettersi in gioco davvero e di lavorare con tempo e responsabilità.
Il programma completo e le informazioni dettagliate sono nel link qui sotto.
Spero di vedervi presto, magari proprio a Sarajevo!








